Salta al contenuto principale

Glossario — lettera t

18 voci che iniziano con «T».

Tachimetrica

Generatore tachimetricoEncoder incrementale

In breve: Dispositivo che trasforma la velocità di un motore in tensione o impulsi. La tachimetrica classica genera tensione continua proporzionale ai giri; l'encoder produce impulsi digitali (A, B, Z) che il drive conta e converte in feedback di velocità.

La tachimetrica è come il contachilometri di un'auto, ma per i motori elettrici: misura quanti giri al minuto fa il motore e lo comunica al sistema di controllo. La versione classica (analogica) genera una tensione continua proporzionale alla velocità; l'encoder digitale produce impulsi che il drive conta per sapere esattamente a che velocità sta girando il motore.

Esempio: Su un motore da 1500 giri/min con encoder da 1024 impulsi per giro, il drive riceve 25.600 impulsi al secondo. Se gli impulsi calano, il drive aumenta la corrente per mantenere la velocità costante.

Categoria: SensoriVedi anche:corrente motoresa

Tempo di intervento

Trip time

In breve: Tempo tra il guasto e lo sgancio della protezione. Magnetotermico: 0,1 s sulla curva magnetica, 5-60 s su quella termica. Differenziale tipo A: massimo 300 ms alla corrente nominale.

Il tempo di intervento è quanto impiega una protezione elettrica a staccare il circuito dopo che si verifica un guasto. È un parametro critico: troppo lento e il cavo o il motore si bruciano, troppo veloce e si hanno falsi scatti. Il magnetotermico ha due velocità: rapidissimo sulla curva magnetica (cortocircuiti) e più lento su quella termica (sovraccarichi).

Esempio: Un magnetotermico curva B da 16 A sgancia in meno di 0,1 secondi se la corrente supera 5 volte il nominale (cortocircuito). Per un sovraccarico del 20% invece può aspettare anche 60 secondi prima di intervenire.

Categoria: ProtezioneVedi anche:magnetotermicodifferenzialec

Tensione concatenata

ULine-to-line

In breve: Tensione tra due fasi in un sistema trifase. Si calcola come U = √3 · V (dove V è la tensione stellata). In Italia: U = 400 V con V = 230 V. Alimenta motori trifase e prese industriali.

In un impianto trifase ci sono tre fili di fase. La tensione concatenata è quella misurata tra due fasi qualsiasi, senza passare per il neutro. È sempre più alta della tensione stellata: si calcola moltiplicando per radice di 3 (circa 1,73). In Italia, 230 V stellata × 1,73 = 400 V concatenata. I motori trifase e le prese industriali usano proprio questa tensione.

Esempio: Un motore da 400 V trifase va collegato tra le tre fasi L1, L2, L3 del quadro. Se misuri con il tester tra L1 e L2 leggi 400 V. Se misuri tra L1 e il neutro N leggi 230 V.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:potenza trifasett
Potenza trifase

Tensione stellata

VLine-to-neutral

In breve: Tensione tra una fase e il neutro. In Italia V = 230 V a 50 Hz. Utilizzata per illuminazione e prese monofase.

La tensione stellata è quella tra un singolo filo di fase e il neutro: è la tensione che trovi nella presa di casa tua. In Italia vale 230 V a 50 Hz. Il nome 'stellata' viene dalla forma a stella del collegamento trifase, dove tutti i cavi di ritorno si incontrano in un punto centrale chiamato neutro.

Esempio: La presa della lavatrice misura 230 V tra il filo di fase (nero o marrone) e il neutro (blu). Questa è la tensione stellata. Il condizionatore trifase invece usa 400 V concatenata tra le tre fasi.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:potenza trifasett

Termico (salvamotore)

Relè termicoMotor protection relay

In breve: Protezione del motore da sovraccarico, a lamine bimetalliche o elettronica. Si calibra sulla corrente nominale del motore (solitamente 0,6–1,0 × In).

Il relè termico (o salvamotore) protegge il motore elettrico dal surriscaldamento causato da un sovraccarico prolungato. Funziona con lamine bimetalliche che si curvano al calore: quando il motore assorbe troppa corrente per troppo tempo, le lamine scattano e aprono il circuito. Si regola sulla targhetta del motore: se il motore è da 4 A, imposti il termico a 4 A.

Esempio: Una pompa da 2,2 kW ha corrente nominale 4,8 A. Il salvamotore si imposta a 4,8 A. Se la pompa si inceppa e assorbe 7 A per 30 secondi, il termico scatta e spegne tutto, evitando che gli avvolgimenti del motore brucino.

Categoria: MotoriVedi anche:corrente motoresc

Termocamera

InfrarossiIR imager

In breve: Strumento che rileva la radiazione IR (8– 14 μm tipico) e la converte in mappa termica. In cantiere: individua morsetti allentati (surriscaldati), sovraccarichi, celle FV in hot-spot, perdite isolanti.

La termocamera è come un visore notturno, ma vede il calore invece della luce. Rileva i raggi infrarossi emessi da ogni oggetto caldo e li trasforma in un'immagine colorata: rosso-arancio per le zone calde, blu per quelle fredde. In un impianto elettrico è utilissima per trovare morsetti allentati o connessioni ossidati che si surriscaldano prima di bruciare.

Esempio: Con una termocamera punti sul quadro elettrico durante il funzionamento: un morsetto allentato su una terna da 32 A appare arancione a 80 °C, mentre gli altri sono tutti a 35 °C. Hai trovato il problema prima che si incendi.

Categoria: MisureVedi anche:canalina corrugatosm

Termocoppia

TCThermocouple

In breve: Sensore di temperatura che sfrutta l'effetto Seebeck: due metalli diversi generano una piccola tensione proporzionale alla differenza di temperatura. Tipi comuni: K (-200 a +1350 °C), J (0 a +760 °C), T (-200 a +400 °C). Usate in industria, forni, caldaie.

La termocoppia è un sensore di temperatura fatto da due fili di metalli diversi saldati insieme a un'estremità. Quando quella punta si scalda, genera una piccola tensione elettrica (pochi millivolt) proporzionale alla temperatura: più fa caldo, più tensione. È il sensore preferito per temperature molto alte, dove i termistori normali non resistono. Il tipo K (cromo-alluminio) è il più comune in industria.

Esempio: In un forno industriale a 900 °C, una termocoppia tipo K legge circa 36 mV. Il controller converte quel valore in temperatura e regola le resistenze di riscaldamento. Una termocoppia tipo J non andrebbe bene perché il suo limite è 760 °C.

Tesla (T)

Campo magnetico

In breve: Unità di misura del campo magnetico (SI). 1 T = 1 Wb/m² = 10.000 G. Riferimenti: campo terrestre ≈ 50 μT, risonanza magnetica medicale 1,5–3 T, magnete al neodimio ≈ 1,5 T.

Il tesla è l'unità di misura della densità del campo magnetico nel sistema internazionale SI. Indica quanto è intenso un campo magnetico in una certa area. Un tesla è un campo piuttosto forte: la Terra ne produce solo 50 microtesla (0,00005 T). I magneti al neodimio da acquisto online arrivano a circa 1,5 T. Le macchine per risonanza magnetica ospedaliera usano 1,5-3 T.

Esempio: Il campo terrestre vale circa 50 μT (microtesla). Un magnete al neodimio tascabile raggiunge 1,5 T, cioè 30.000 volte più forte. Una macchina MRI ospedaliera usa 3 T e per questo attira violentemente anche piccoli oggetti metallici.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:wie

Timer

TemporizzatoreRelè temporizzato

In breve: Relè con ritardo regolabile. Funzioni ISA: ON delay, OFF delay, intervallo, impulso, flash. Modulo DIN da 1 modulo, tempo 0,1 s – 100 h.

Il timer (o temporizzatore) è un relè che agisce dopo un ritardo di tempo regolabile. Invece di scattare subito, aspetta un certo numero di secondi, minuti o ore. Ci sono varie funzioni: ON-delay (parte dopo X secondi), OFF-delay (si spegne dopo X secondi), lampeggiante, impulso singolo. Si monta su guida DIN nel quadro, formato 1 modulo.

Esempio: Nel corridoio condominiale metti un timer OFF-delay a 3 minuti. Premi il pulsante, la luce si accende subito, poi si spegne da sola dopo 3 minuti senza che tu debba premerlo di nuovo. Risparmio energetico garantito.

Categoria: ComandoVedi anche:rele dinrc
Scheda relè DIN

Tipo A / AC / B (differenziale)

RCD Type

In breve: Forma d'onda rilevabile dal differenziale. AC per corrente alternata sinusoidale; A per corrente pulsante DC (lavatrici, condizionatori); F per inverter monofase; B per DC pura (colonnine EV, pannelli FV).

I differenziali (salvavita) si dividono in tipi secondo il tipo di corrente dispersa che sanno rilevare. Il tipo AC rileva solo dispersioni di corrente alternata sinusoidale, come quella della presa di casa. Il tipo A rileva anche dispersioni pulsanti in continua (frequenti in lavatrici e condizionatori moderni con inverter). Il tipo B rileva persino corrente continua pura, obbligatorio sulle colonnine di ricarica auto elettrica.

Esempio: Una lavatrice con motore a inverter può generare corrente di dispersione pulsante DC. Un differenziale tipo AC non la rileva e non scatta, lasciandoti esposto. Con un tipo A il problema è coperto. Per un wallbox da 22 kW in corrente alternata va bene il tipo A; per una colonnina DC serve il tipo B.

Categoria: ProtezioneVedi anche:differenzialeis
Scheda differenziale

Transistor

BJTFETMOSFET

In breve: Componente semiconduttore che amplifica o commuta segnali. Tre famiglie principali: BJT (bipolare, NPN/PNP), JFET, MOSFET (gate isolato). IGBT per potenze elevate.

Il transistor è il mattone fondamentale dell'elettronica moderna: amplifica segnali deboli oppure funziona da interruttore velocissimo controllato elettronicamente. Esistono tre famiglie principali: il BJT (bipolare, si controlla con una corrente di base), il MOSFET (si controlla con una tensione sul gate, consumo quasi zero) e l'IGBT (per potenze elevate, come negli inverter industriali). Ogni smartphone ne contiene miliardi.

Esempio: Un MOSFET da 60 V / 30 A in un caricabatterie da auto accende e spegne il circuito 100.000 volte al secondo per regolare la tensione di uscita. La stessa funzione con un relè meccanico durerebbe pochi giorni.

Categoria: ElettronicaVedi anche:ids

Trasformatore

TransformerTR

In breve: Dispositivo che trasferisce energia tra avvolgimenti per induzione mutua. La tensione si scala come il rapporto spire (V1/V2 = N1/N2), la corrente in modo inverso (I2/I1 = N1/N2). Tipi: isolamento, distribuzione MT/BT, di sicurezza (SELV).

Il trasformatore è come un cambio di marcia per la tensione elettrica: prende una tensione in ingresso e la aumenta o diminuisce in uscita, senza contatto fisico tra i due circuiti. Funziona per induzione magnetica tra due avvolgimenti (bobine di filo) attorno a un nucleo di ferro. Il rapporto di trasformazione dipende dal numero di spire: il doppio delle spire = il doppio della tensione.

Esempio: Un trasformatore da 230 V / 12 V con 2000 spire al primario ha 104 spire al secondario. Se al primario metti 230 V sinusoidali, al secondario trovi 12 V. Perfetto per alimentare faretti a LED da incasso in bassa tensione di sicurezza.

Categoria: TrasformatoriVedi anche:trasformatorets
Calcolatore trasformatore

Trasformatore di corrente (TA)

CTCurrent Transformer

In breve: Trasformatore di misura che riduce correnti elevate (100–5000 A) a secondari standard (5 A o 1 A) per amperometri, contatori, protezioni. Usato in MT/AT per misure accurate. Attenzione: mai lasciare il secondario aperto sotto carico.

Il trasformatore di corrente (TA) è uno strumento di misura che 'riduce in scala' correnti molto grandi per renderle misurabili in modo sicuro. Una corrente di 1000 A nei cavi di alta tensione diventa 5 A al secondario: strumenti e protezioni lavorano su 5 A invece di 1000 A. Attenzione: il secondario non va mai lasciato aperto mentre il primario è sotto corrente, perché si generano tensioni pericolose.

Esempio: In una cabina MT/BT, il TA 200/5 A trasforma 200 A di corrente di linea in 5 A. Il contatore di energia misura quei 5 A e moltiplica per 40 (rapporto di trasformazione) per ottenere i kWh reali consumati.

Categoria: MisureVedi anche:tmp

Trasformatore di tensione (TV)

VTPTVoltage Transformer

In breve: Trasformatore di misura che riduce tensioni MT/AT (fino a 230 kV) a secondari 100 V per voltmetri e protezioni. Garantisce misure sicure e accurate.

Il trasformatore di tensione (TV) fa la stessa cosa del TA ma per la tensione: riduce tensioni pericolosissime dell'alta tensione (decine o centinaia di migliaia di volt) a un valore standard di 100 V, misurabile in sicurezza da voltmetri e relè di protezione. Garantisce anche l'isolamento galvanico tra gli strumenti e la linea ad alta tensione.

Esempio: In una linea a 20.000 V (20 kV), il TV 20000/100 V trasforma la tensione di linea in 100 V al secondario. Il voltmetro del pannello di controllo della cabina legge 100 V: l'operatore sa che nella linea ci sono 20 kV, senza toccare nulla ad alta tensione.

Categoria: MisureVedi anche:tcm

Trifase

3F3-phase

In breve: Sistema con 3 tensioni sfasate di 120° l'una dall'altra. In Italia: tensione stellata V = 230 V, concatenata U = 400 V. Trasporto più efficiente e motori asincroni più semplici rispetto al monofase.

Il sistema trifase è come avere tre correnti alternate sfasate a 120° l'una dall'altra: immagina tre spingitori che spingono uno dopo l'altro, senza mai fermarsi tutti e tre insieme. Risultato: la potenza trasmessa è più costante e i motori girano da soli senza condensatori di avviamento. In Italia la rete domestica ha tre fasi L1, L2, L3 a 230 V ciascuna sul neutro, per una tensione tra le fasi di 400 V.

Esempio: Un appartamento normale usa solo una fase (230 V). Una villetta con pompa di calore da 9 kW ha spesso un allacciamento trifase: 400 V tra le tre fasi, permettendo di distribuire il carico su L1, L2 e L3 senza sovraccaricare una sola fase.

Categoria: Sistemi elettriciVedi anche:potenza trifasett
Potenza trifase

True RMS

Valore efficace vero

In breve: Misura del valore efficace di una forma d'onda anche non sinusoidale. Essenziale con carichi non lineari (SMPS, VFD, LED). Un DMM non-RMS sottostima la corrente di un VFD del 30– 40 %.

True RMS (valore efficace vero) è la capacità di un multimetro di misurare correttamente la corrente o la tensione anche quando la forma d'onda non è una sinusoide perfetta. I carichi moderni come inverter, alimentatori switching e lampade LED distorcono la corrente. Un tester economico senza True RMS misura solo le sinusoidi pure e può sbagliare fino al 30-40% su questi carichi.

Esempio: Misuri la corrente assorbita da un inverter VFD da 5,5 kW con un multimetro normale: leggi 12 A. Con un True RMS leggi 15 A. La differenza è la distorsione armonica. Per dimensionare il cavo correttamente, serve il valore True RMS.

Categoria: MisureVedi anche:vam

Tubo corrugato

CorrugatoTubo flessibileFK 15

In breve: Tubo in polietilene flessibile a parete ondulata, per protezione cavi a incasso o sottotraccia. Serie N4 (medio), N5 (pesante), N6 (extra pesante). Resiste allo schiacciamento e alla flessione.

Il tubo corrugato è un tubo flessibile in polietilene con la parete a onde (come un fisarmonica): quella forma gli dà flessibilità in curva e resistenza allo schiacciamento. Si usa per proteggere i cavi nei passaggi a incasso nel muro o sottopavimento. Esiste in tre serie di resistenza: N4 (medio), N5 (pesante), N6 (extra pesante per interrato).

Esempio: In una ristrutturazione di casa, il corrugato N5 da 20 mm viene passato nel massetto del pavimento prima di gettare il cemento. Dentro ci scorreranno i cavi della luce. Se in futuro vuoi cambiare i cavi, li estrai e rimetti senza rompere il pavimento.

Categoria: InfrastrutturaVedi anche:canalina corrugatotp
Scheda tubi

Tubo rigido

Rigid conduitRK

In breve: Tubo PVC rigido per posa a parete o interrato. Serie leggera (N3), media (N4), pesante (N5). Diametri comuni 16, 20, 25, 32, 40, 50, 63 mm.

Il tubo rigido in PVC protegge i cavi nelle installazioni a vista su parete, sotto intonaco o interrate. A differenza del corrugato, è dritto e si taglia a misura con una taglierina; le curve si fanno con gomiti a 45° o 90°. La serie leggera (N3) va bene a parete; la pesante (N5) regge il passaggio carrabile interrato.

Esempio: In un garage si installano tubi rigidi PVC da 25 mm a parete per portare l'alimentazione 230 V ai punti presa. I tubi si fissano con fascette ogni 60 cm, si raccordano con giunti e curve preformate a 90°. I cavi vengono infilati con uno sfilacavo.

Categoria: InfrastrutturaVedi anche:canalina corrugatotc
Scheda tubi