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Glossario — lettera p

20 voci che iniziano con «P».

PE

Protective EarthConduttore di protezioneTerraGiallo-verde

In breve: Conduttore di protezione (giallo-verde): come una "corda di sicurezza" che lega i corpi metallici a terra. Collega masse metalliche al dispersore per scaricare guasti. Sezione minima 16 mm² rame isolato, 25 mm² nudo interrato (CEI 64-8).

Il PE (Protective Earth, conduttore di protezione) è il filo giallo-verde dell'impianto: è la corda di sicurezza che collega tutte le parti metalliche degli apparecchi al dispersore di terra. In caso di guasto interno (un filo sotto tensione tocca la carrozzeria del forno), la corrente scorre nel PE invece che attraverso il corpo umano, fa scattare il differenziale e interrompe il pericolo. La sezione minima è 16 mm² per il rame isolato o 25 mm² nudo interrato, secondo CEI 64-8.

Esempio: Nell'impianto di casa, il filo giallo-verde del forno da 230 V collega la scocca metallica al morsetto di terra del quadro. Se un elemento riscaldante si rompe e tocca la scocca, il differenziale da 30 mA scatta in meno di 30 ms.

Categoria: Messa a terraVedi anche:ppt

PELV

Protective Extra Low Voltage

In breve: Bassissima tensione di protezione (Protective Extra Low Voltage): sistema "a prova di scossa" con un punto collegato a terra. Tensione ≤ 50 V AC / 120 V DC. Usato in ambienti umidi (bagni, piscine) e illuminazione bassa per eliminare rischi.

Il PELV (Protective Extra Low Voltage, bassissima tensione di protezione) è un sistema elettrico a tensione molto bassa — massimo 50 V in corrente alternata o 120 V in corrente continua — in cui un punto del circuito è collegato a terra. È progettato per eliminare il rischio di scossa in ambienti pericolosi come bagni, piscine e locali umidi. A differenza del SELV, il collegamento a terra aggiunge protezione contro i guasti verso massa.

Esempio: L'illuminazione subacquea di una piscina funziona a 12 V~ PELV: anche se il nuotatore tocca il trasformatore bagnato, la tensione è troppo bassa per causare fibrillazione cardiaca, e il collegamento a terra fa scattare la protezione.

Categoria: SicurezzaVedi anche:spt

PFC

Power Factor CorrectionRifasamento attivo

In breve: Correzione del fattore di potenza (Power Factor Correction): elettronica che "raddrizza" lo sfasamento tra V e I. Rifasamento attivo tramite boost controllato. Obbligatorio > 75 W (IEC 61000-3-2). Porta PF > 0,95.

Il PFC (Power Factor Correction, correzione del fattore di potenza) è un circuito elettronico che 'raddrizza' lo sfasamento tra tensione e corrente assorbita da un carico. Senza PFC, gli alimentatori switching e i motori assorbono corrente in modo irregolare, sprecando energia nella rete. Con il PFC attivo (tipo boost), il fattore di potenza sale oltre 0,95: significa che quasi tutta la corrente assorbita è utile. È obbligatorio per apparecchi sopra 75 W secondo la norma IEC 61000-3-2.

Esempio: Un alimentatore da PC senza PFC con 300 W di carico assorbe magari 380 VA dalla rete (PF ≈ 0,79). Lo stesso alimentatore con PFC attivo assorbe solo 315 VA (PF ≈ 0,95), riducendo la corrente sul cavo e le perdite.

Categoria: Qualità della reteVedi anche:rifasamentofv

Picchetto di terra

DispersoreGround rod

In breve: "Ago" infisso nel terreno: elemento verticale (tipicamente 1,5 m) a sezione croce o tonda in acciaio zincato/ramato. Più picchetti in parallelo abbassano Rt sotto 100 Ω (TT) o soglie più stringenti per scaricare difetti a terra.

Il picchetto di terra (o dispersore verticale) è un'asta metallica — tipicamente 1,5 m di lunghezza in acciaio zincato o ramato — che viene infissa nel terreno per disperdere le correnti di guasto. È il punto fisico dove l'impianto di terra si 'ancora' al suolo. Più picchetti collegati in parallelo abbassano la resistenza di terra (Rt): in un sistema TT domestico la normativa richiede Rt tale che il prodotto Rt × IΔn non superi 50 V.

Esempio: Un'abitazione con differenziale da 30 mA (0,03 A) deve avere Rt ≤ 1667 Ω (50 V / 0,03 A). Con un solo picchetto da 1,5 m in terreno normale si ottiene circa 30–80 Ω, ampiamente entro i limiti.

Categoria: Messa a terraVedi anche:ptr

Pinza amperometrica

Amperometro a pinzaClamp meter

In breve: Pinza che misura corrente senza staccare il cavo: nucleo apribile rileva flusso magnetico. Tipi: bobina Rogowski (AC), effetto Hall (AC+DC), trasformatore corrente. Non interrompe il circuito.

La pinza amperometrica (clamp meter) è uno strumento che misura la corrente senza dover interrompere il circuito né staccare i cavi. Funziona aprendo la pinza attorno al cavo e rilevando il campo magnetico generato dalla corrente. Esistono tre tipi: a trasformatore di corrente (solo AC), a effetto Hall (AC e DC), e a bobina Rogowski (AC, forme d'onda complesse). È indispensabile per misurare carichi in esercizio in totale sicurezza.

Esempio: Per verificare il consumo di un condizionatore da 3500 W a 230 V, si stringe la pinza attorno al filo di fase senza spegnerlo: la lettura attesa è circa 15 A (3500 W / 230 V). Se legge 20 A, il compressore sta lavorando troppo.

Categoria: MisureVedi anche:mco

PLC

Programmable Logic ControllerControllore programmabile

In breve: Controllore industriale (Programmable Logic Controller): mini-computer con CPU, ingressi/uscite digitali e analogici, memoria programma. Linguaggi IEC 61131-3: LD (contatti), FBD, ST, IL, SFC. Marche: Siemens S7, Omron, Mitsubishi, Allen-Bradley.

Il PLC (Programmable Logic Controller, controllore logico programmabile) è il 'cervello' degli impianti industriali: un computer robusto con ingressi e uscite digitali/analogici che esegue programmi per controllare macchine e processi. Si programma con linguaggi standard IEC 61131-3: Ladder Diagram (schemi a contatti, simile ai circuiti relè), FBD (blocchi funzione), Structured Text (simile al Pascal). Regola nastri trasportatori, robot, linee di imbottigliamento, impianti di trattamento acque.

Esempio: In una linea di confezionamento, il PLC Siemens S7-1200 legge 8 sensori di posizione (ingressi digitali) e comanda 4 motori e 2 elettrovalvole (uscite): ogni ciclo di scansione dura 10 ms, abbastanza per reagire a qualsiasi anomalia in tempo reale.

Categoria: AutomazioneVedi anche:rhs

PoE

Power over Ethernet802.3af/at/bt

In breve: Alimentazione su cavo di rete (Power over Ethernet): telefoni, telecamere, access point ricevono 15–90 W dallo stesso cavo dati. Standard 802.3af (15 W), 802.3at (30 W), 802.3bt (60/90 W). Distanza max 100 m.

Il PoE (Power over Ethernet, alimentazione su cavo di rete) permette di alimentare dispositivi come telecamere IP, telefoni VoIP e access point Wi-Fi usando lo stesso cavo di rete cat.5e/6 che trasporta i dati. Non serve una presa 230 V vicino al dispositivo: uno switch PoE nel locale tecnico manda sia dati che corrente. La distanza massima è 100 m. Gli standard 802.3af (15 W), 802.3at (30 W) e 802.3bt (fino a 90 W) definiscono quanta potenza si può erogare.

Esempio: Una telecamera di sorveglianza IP installata in cima a un palo nel parcheggio riceve 25 W tramite PoE 802.3at su un cavo cat.6 lungo 80 m: nessun cavo di alimentazione separato, installazione più semplice e meno costi.

Categoria: TelecomunicazioniVedi anche:eucitofono

Polifase

TrifaseMulti-phase

In breve: Sistema con più fasi sfasate (trifase: 3 fasi a 120°): crea campi magnetici rotanti che muovono i motori, trasporta potenza più efficiente e riduce il neutro. Standard mondiale.

Un sistema polifase usa più tensioni alternate sfasate tra loro. Il più diffuso è il trifase: tre fasi sfasate di 120° l'una dall'altra. Questo crea un campo magnetico rotante nei motori (il motore 'gira' per natura, senza trucchi meccanici) e trasporta molta più potenza con meno rame rispetto al monofase. La tensione tra due fasi è 400 V, tra fase e neutro è 230 V. Praticamente tutta l'energia elettrica industriale viaggia così.

Esempio: Un motore trifase da 11 kW 400 V assorbe circa 20 A per fase. Lo stesso motore in versione monofase 230 V avrebbe bisogno di condensatori di spunto e assorbirebbe oltre 50 A, richiedendo cavi molto più grossi.

Categoria: Sistemi elettriciVedi anche:potenza trifasemf
Potenza trifase

Portata cavo (Iz)

IzAmpacity

In breve: Corrente massima che un cavo sopporta in regime permanente senza surriscaldarsi: dipende da isolante (70 °C PVC, 90 °C XLPE) e posa. Tabulata in CEI-UNEL 35024-1 per sezione e condizioni.

La portata (Iz) è la corrente massima che un cavo può trasportare in modo continuativo senza surriscaldarsi e danneggiare l'isolante. Dipende dalla sezione del conduttore, dal tipo di isolante (PVC 70 °C, XLPE 90 °C) e dal modo di posa (in aria, sotto intonaco, in tubazione). I valori sono tabulati nella norma CEI-UNEL 35024-1. Se la corrente supera Iz, l'isolante degrada, il cavo invecchia prematuramente e può prendere fuoco.

Esempio: Un cavo 2,5 mm² PVC posato sotto intonaco ha Iz ≈ 21 A. Se lo stesso cavo alimenta una stufa da 3 kW (corrente 13 A), è a norma. Se lo si usa per una caldaia da 6 kW (26 A), supera la portata: bisogna passare a 4 mm².

Categoria: Cavi e conduttoriVedi anche:portata conduttoricaduta tensiones
Portata conduttori

Potenza apparente

SVAkVA

In breve: Potenza totale vista dalla rete (V × I): prodotto senza considerare lo sfasamento. Dimensiona trasformatori e sezioni cavi. Unità VA / kVA. S² = P² + Q².

La potenza apparente (S, misurata in volt-ampere VA o kilovolt-ampere kVA) è il prodotto diretto di tensione per corrente, senza tenere conto dello sfasamento. Rappresenta la potenza totale che la rete deve 'mettere a disposizione', inclusa la parte che oscilla avanti e indietro senza fare lavoro. È usata per dimensionare trasformatori, generatori e sezioni dei cavi. La relazione è: S² = P² + Q² (P = potenza attiva, Q = reattiva).

Esempio: Un UPS da ufficio è classificato '1000 VA / 700 W': eroga 1000 VA di potenza apparente ma solo 700 W reali (cos φ = 0,7). Se colleghi carichi per 900 W ma con cos φ basso, l'UPS può andare in allarme anche prima dei 700 W nominali.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:pvt

Potenza attiva

PWatt

In breve: Potenza utile che fa lavoro (motore che gira, riscaldamento): P = V·I·cos φ (monofase) o √3·V·I·cos φ (trifase). Unità W o kW. È quella che paghi nella bolletta.

La potenza attiva (P, misurata in watt W o kilowatt kW) è la potenza che fa davvero lavoro utile: fa girare un motore, scalda una resistenza, accende una lampadina. È quella che appare sulla bolletta elettrica. Si calcola moltiplicando tensione per corrente e per il coseno dell'angolo di sfasamento (cos φ): P = V × I × cos φ in monofase. Nei carichi puramente resistivi come stufe e lampadine, cos φ = 1 e tutta la potenza è attiva.

Esempio: Una stufa elettrica da 2000 W assorbe 2 kW di potenza attiva a 230 V, con corrente di circa 8,7 A e cos φ = 1. Un motore da 2000 W con cos φ = 0,85 assorbe invece 2350 VA dalla rete, pur facendo lo stesso lavoro.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:vvf

Potenza reattiva

QVArkVAr

In breve: Potenza che "oscilla" tra sorgente e carico senza produrre lavoro: Q = V·I·sin φ. Non riscalda né muove motori direttamente, ma mantiene i campi magnetici. Unità var / kvar.

La potenza reattiva (Q, misurata in var o kilovar kVAr) è la potenza che 'oscilla' continuamente tra la sorgente e i componenti induttivi o capacitivi del carico (motori, trasformatori, condensatori) senza produrre lavoro utile. Non scalda, non muove nulla, ma 'ingombra' i cavi e i trasformatori. Q = V × I × sin φ. I motori e le lampade a scarica producono Q positiva (induttiva); i condensatori producono Q negativa (capacitiva) che compensa i primi.

Esempio: Un motore da 10 kW con cos φ = 0,75 assorbe Q ≈ 8,8 kVAr. Installando un banco di condensatori da 9 kVAr in parallelo, si compensa la reattiva: il fattore di potenza sale verso 1 e la corrente assorbita dalla rete scende del 25%, riducendo le perdite sul cavo.

Categoria: Grandezze elettricheVedi anche:rifasamentopf
Rifasamento

Potere di interruzione

Capacità interruttivaIcuIcnBreaking capacity

In breve: Massima corrente di cortocircuito che un interruttore sopporta senza danneggiarsi quando apre il circuito. Si misura in kA (kilampere): MCB 4.5–25 kA, MCCB 50–100 kA, sezionatori 10–50 kA. Norma IEC 60947-2. Se la corrente di cortocircuito calcolata nel punto supera il potere dichiarato, l'interruttore si danneggia o scatta parzialmente: richiede prove in laboratorio per confermare il coordinamento.

Il potere di interruzione (o capacità interruttiva, indicato Icu o Icn) è la massima corrente di cortocircuito che un interruttore automatico riesce a interrompere senza danneggiarsi. Si misura in kiloampere (kA). Se la corrente di cortocircuito nel punto di installazione supera il potere di interruzione dell'interruttore, l'apparecchio può esplodere o fondersi senza aprire il circuito. Un MCB domestico ha tipicamente 6 kA; un MCCB industriale arriva a 100 kA.

Esempio: In un appartamento con contatore ENEL da 3 kW, la corrente di cortocircuito nel quadro è circa 1–3 kA. Un MCB con potere di interruzione 4,5 kA è sufficiente. In una cabina MT/BT industriale con trasformatore da 630 kVA, la Icc può superare 20 kA: servono MCCB da almeno 25–36 kA.

Categoria: ProtezioneVedi anche:cmc

Presa Schuko

Presa tedescaTipo FCEE 7/4

In breve: Presa standard CEE 7/4 (tipo F): 16 A 230 V con due contatti di terra laterali. In Italia convive con P17/11 (Bipasso) e P30 (combo). Usa in ambito industriale e campeggio.

La presa Schuko (standard CEE 7/4, tipo F) è la presa tedesca a due spine tonde con due clip di terra laterali. Supporta 16 A a 230 V, quindi fino a circa 3680 W. In Italia convive con la presa bipasso P17/11 (che accetta sia spine bipasso che spine Schuko) e la presa combinata P30. È molto diffusa negli apparecchi tedeschi ed europei, nelle roulotte e nei campeggi. I contatti di terra laterali la distinguono visivamente dalla presa Italiana.

Esempio: Il frigorifero acquistato in Germania ha la spina Schuko. In Italia funziona perfettamente su una presa bipasso P17/11, che è compatibile. Non funzionerebbe invece su una presa italiana standard a 3 fori P11 senza adattatore.

Categoria: Frutti civiliVedi anche:presa schuko bipassoct
Scheda prese civili

Prova di isolamento

Rigidità dielettrica testMegger test

In breve: Test isolamento con megger: applica 250–1000 V DC, misura se la resistenza di isolamento supera soglie di sicurezza. CEI 64-8: > 0,5 MΩ (50 V), > 1 MΩ (250/500 V). Essenziale in verifiche periodiche BT.

La prova di isolamento (Megger test) verifica che l'isolante dei cavi non sia degradato misurando la resistenza tra conduttori e tra conduttori e terra. Si usa un megohmetro (Megger) che applica una tensione continua alta (250 V, 500 V o 1000 V DC) e misura la corrente che filtra attraverso l'isolante. Più è alta la resistenza di isolamento (in MΩ), migliore è lo stato dell'isolante. La norma CEI 64-8 richiede almeno 0,5 MΩ per circuiti a 50 V e 1 MΩ per circuiti a 250–500 V.

Esempio: Prima di mettere in tensione un impianto nuovo, l'elettricista applica 500 V DC tra fase e terra con il megger: una lettura di 200 MΩ indica isolamento eccellente. Una lettura di 0,3 MΩ segnala un'umidità o un danneggiamento dell'isolante: il circuito non va messo in tensione.

Categoria: MisureVedi anche:ipr

PTC

Positive Temperature CoefficientTermistore PTC

In breve: Resistore che cambia bruscamente sopra soglia (100–130 °C): "fusibile che si ripristina". Usato come polyfuse e protezione motori. Resistenza sale repentinamente oltre la soglia termica.

Il PTC (Positive Temperature Coefficient, termistore a coefficiente di temperatura positivo) è un componente la cui resistenza aumenta bruscamente quando supera una certa temperatura (tipicamente 100–130 °C). Funziona come un 'fusibile che si autoripristina': in condizioni normali lascia passare la corrente, ma se si surriscalda aumenta la propria resistenza fino a quasi bloccare il circuito. Una volta raffreddato, torna alla resistenza normale senza bisogno di sostituzione.

Esempio: Un caricabatterie USB con polyfuse PTC da 1 A: se colleghi un dispositivo difettoso che assorbe 3 A, il PTC si scalda e la sua resistenza sale da 0,1 Ω a oltre 1 kΩ in pochi secondi, bloccando la corrente. Scolleghi il dispositivo, aspetti 30 secondi, e il caricabatterie funziona di nuovo.

Categoria: SensoriVedi anche:nft

Pulsante

Push-buttonMomentary switch

In breve: Frutto a contatto momentaneo (NA): tieni premuto → comanda relè passo-passo o impulso. Sostituisce deviatore quando punti comando > 3. Rilascio interrompe il contatto.

Il pulsante (push-button) è un frutto elettrico a contatto momentaneo: il contatto si chiude (tipo NA, Normalmente Aperto) solo finché lo si tiene premuto, poi torna subito a riposo. A differenza dell'interruttore che rimane nella posizione scelta, il pulsante dà solo un impulso. Questo impulso viene usato per comandare relè passo-passo, inviare segnali a PLC o attivare citofoni. Quando i punti di comando sono più di tre, i pulsanti collegati in parallelo sostituiscono efficacemente la catena di deviatori.

Esempio: In un corridoio condominiale lungo con 5 porte, si installano 5 pulsanti NA in parallelo, tutti collegati a un relè passo-passo bistabile: ogni pressione cambia lo stato della luce (accesa/spenta), senza fili di ritorno tra piano e piano.

Categoria: Frutti civiliVedi anche:rdeviatore invertitored

Puntalino

FerrulaFerruleBoccola terminale

In breve: Capocorda tubolare isolato/nudo: si infilza all'estremità di cavi flessibili prima di inserire in morsettiera a vite. Normato DIN 46228. Migliora contatto e disperde il carico.

Il puntalino (ferrula o capocorda tubolare) è un piccolo terminale metallico — isolato o nudo — che si crimpa sull'estremità di un cavo flessibile prima di inserirlo in una morsettiera a vite. Senza puntalino, le singole fili del cavo flessibile possono sfilacciarsi e fare contatti occasionali. Con il puntalino il cavo è contenuto in un manicotto solido che distribuisce uniformemente la pressione della vite e previene ossidazione dei fili. È normalizzato DIN 46228.

Esempio: Su un cavo flessibile 1,5 mm² collegato a una morsettiera da guida DIN, si usa un puntalino isolato da 1,5 mm² (colore grigio secondo DIN): si inserisce nell'apposita pinza di crimpatura, si stringe, e la connessione è solida per anni anche in presenza di vibrazioni.

Categoria: ConnessioniVedi anche:puntalini ferrulemc
Scheda puntalini

PV

PhotovoltaicFotovoltaico

In breve: Modulo fotovoltaico (Photovoltaic): celle silicio mono/poli-cristallino o thin-film che convertono luce in corrente continua. Tensione a circuito aperto 35–50 V, corrente cortocircuito 10–15 A, potenza picco 400–550 Wp.

Il PV (Photovoltaic, fotovoltaico) è la tecnologia che trasforma direttamente la luce solare in corrente elettrica continua tramite celle al silicio (monocristallino, policristallino) o thin-film. Un modulo PV standard da 400–550 Wp ha una tensione a circuito aperto (Voc) di 35–50 V e una corrente di cortocircuito (Isc) di 10–15 A. Più moduli si collegano in serie per alzare la tensione (stringa) e in parallelo per alzare la corrente.

Esempio: Un impianto residenziale da 6 kWp usa tipicamente 12 moduli da 500 Wp. Con 5 ore di sole di picco al giorno, produce circa 30 kWh/giorno, coprendo il consumo medio di una famiglia italiana (3000–4000 kWh/anno) per circa 3 mesi all'anno.

Categoria: FotovoltaicoVedi anche:mis

PWM

Pulse Width ModulationModulazione larghezza impulso

In breve: Controllo potenza via impulsi: frequenza fissa, duty-cycle variabile (% tempo acceso). Usato in dimmer LED, alimentatori switching, inverter PWM, servomotori. Consente regolazione senza dissipare calore.

Il PWM (Pulse Width Modulation, modulazione della larghezza di impulso) è una tecnica per controllare la potenza erogata a un carico variando il rapporto tra il tempo in cui il segnale è 'alto' (acceso) e il periodo totale: questo rapporto si chiama duty-cycle. Con frequenza fissa e duty-cycle variabile si regola la luminosità di un LED, la velocità di un motore o la tensione di uscita di un alimentatore senza disperdere energia in calore come farebbe un resistore variabile.

Esempio: Un dimmer LED con PWM a 1 kHz e duty-cycle 50%: la luce si accende e spegne 1000 volte al secondo (invisibile all'occhio), erogando in media metà della potenza massima. A 10% di duty-cycle la luce è quasi spenta, a 100% è al massimo, senza mai surriscaldare il driver.

Categoria: ElettronicaVedi anche:did