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Il dimmer regola l'intensità della luce "tagliando" una fetta della corrente alternata ogni mezzo ciclo. La cosa che conta è abbinarlo al carico giusto: leading-edge per le alogene, trailing-edge per i LED, universale se vuoi andare sul sicuro.
Con i LED, il driver deve essere certificato "dimmerabile": altrimenti la luce sfarfalla, non si regola o si rovina. Per cos'è un dimmer e i tipi → scheda dimmer.
Dimmer: come si sceglie e si collega
Il dimmer è un frutto da parete che regola l'intensità luminosa variando la potenza erogata. Sceglierlo bene è più importante che collegarlo: il tipo sbagliato sul carico sbagliato fa sfarfallare o ronzare la luce.
Come regola la luce
Invece di accendere/spegnere completamente, il dimmer "taglia" una fetta della corrente alternata ogni mezzo ciclo (la famosa "semionda"): meno corrente passa, meno luce fai. Da qui il nome tecnico taglio di fase. A seconda di dove taglia l'onda — all'inizio o alla fine — cambia la tecnologia e il carico con cui va d'accordo.
Le tre famiglie: scegli in base al carico
- Leading-edge (TRIAC, TRIode for Alternating Current — componente elettronico che taglia l'inizio dell'onda) — adatto a lampadine alogene e trasformatori tradizionali. Non va bene con i driver LED moderni: sfarfallio e rumore.
- Trailing-edge (MOSFET, Metal-Oxide Semiconductor Field-Effect Transistor — taglia la fine dell'onda con commutazione più precisa) — adatto a driver LED e alimentatori elettronici. Più silenzioso.
- Universale — riconosce automaticamente il tipo di carico. Il più pratico per chi non vuole pensarci.
Esempio: faretti LED in salotto → scegli un dimmer trailing-edge o universale, e verifica che i faretti siano dimmerabili. Vecchie alogene in un lampadario → va bene anche il leading-edge economico.
Perché i LED sfarfallano
Attenzione: un driver LED deve essere certificato "dimmerabile" per funzionare con qualsiasi dimmer — altrimenti non varia la luce o si rompe. Anche con il driver giusto, sotto una certa percentuale (spesso 10–20%) molti LED iniziano a tremolare: è il limite minimo di dimmerazione, indicato nei dati del prodotto. Se la luce sfarfalla a metà corsa, di solito è dimmer e carico mal abbinati. Vedi scheda driver LED.
Come si collega
- Dimmer a 2 fili: si inserisce in serie alla fase, esattamente dove andrebbe un interruttore. È il caso più comune per sostituire un interruttore esistente senza tirare cavi nuovi.
- Dimmer a 3 fili: oltre alla fase richiede anche il neutro nella scatola (per alimentare la propria elettronica). Tipico dei modelli elettronici/universali e di quelli con regolazione fine.
- Potenza: rispetta sempre il carico massimo del dimmer (es. 300 W, 400 W). Con i LED conta la potenza reale più un margine, perché i picchi di spunto dei driver possono stressare il dimmer.
Schema di collegamento
Un dimmer reale (Vimar Plana 14136.1) collegato a 3 fili. Clicca sulla manopola per accendere/spegnere e usa i pulsanti − / + per regolare la luminosità: la lampada scurisce e schiarisce, e la corrente scorre (tratteggio animato) solo da accesa.
Fa tutto la manopola: premila per accendere e spegnere, girala per regolare la luminosità. Il dimmer sta in serie sulla fase (la L entra, esce verso la lampada e la lampada torna al N, che alimenta anche l'elettronica — collegamento a 3 fili, consigliato per i LED). Regolando, il dimmer "taglia" una parte di ogni semionda della 230 V~ (taglio di fase): la lampada riceve meno energia e fa meno luce.