Calcolo tensione V
Dato l'assorbimento di un carico (P, I, cos φ) ricava la tensione di esercizio. Tipico per verificare se un utilizzatore è compatibile con una rete 230/400 V, o per identificare la tensione nominale di una macchina senza targhetta.
Dati
Risultato
Come è fatto l'accoppiamento P-I-V
Il prodotto V · I è la potenza apparente S (in VA), non la potenza attiva P. In AC reattivo, V · I > P perché parte della corrente è reattiva. Per questo entra il cos φ che “schiaccia” il prodotto VI sulla componente attiva: P = V · I · cos φ monofase e P = √3 · V · I · cos φ trifase.
Attenzione al caso “V concatenata”
In trifase si usa la tensione concatenata VL-L (es. 400 V tra due fasi) non la tensione di fase VL-N (es. 230 V tra fase e neutro). Il fattore √3 nella formula serve proprio a passare tra le due. Se si sbaglia e si usa 230 V al posto di 400 V, la V calcolata sarà sfasata di circa 1,73 volte.
Quando non usare questo calcolo
Carichi con forte distorsione armonica (inverter, UPS, lampade LED economiche) hanno cos φ “equivalente” e un fattore di potenza reale legato anche alla distorsione THD. Per misure precise serve un analizzatore di rete, non un semplice voltmetro+amperometro.